Articolo di Aristide Colonna e Beti Piotto dalla rivista Apinsieme
Numerosi studi dimostrano che la progettazione di metodologie adeguate di lavorazione del miele è di estrema importanza per il suo impiego. Sottolineano che il miele presenta un indubbio potenziale nei processi di guarigione di ferite, sia per applicazione diretta, sia incorporato a fibre, membrane o idrogel, con risultati molto promettenti in vitro ed in vivo
La pelle è composta da tre strati (epidermide, derma e ipoderma) ed è considerata la prima barriera fisica contro gli agenti esterni. Le ferite non sono altro che l’interruzione della continuità della pelle, indotta da fattori meccanici, chimici o termici con conseguente perdita delle funzioni difensive di questo esteso organo. Durante la guarigione delle ferite, di-versi gruppi di cellule contribuiscono alla riparazione della pelle.
L’analisi dei riarrangiamenti delle cellule basali (uno dei tre tipi principali di cellule nello strato superiore della pelle) mostra transizioni dinamiche che vanno da uno stato omeostatico di tipo solido a uno di tipo fluido, situazione che consente il rimodellamento dei tessuti durante la riparazione. In coincidenza con la riepitelizzazione lo strato di cellule basali ritorna pro-gressivamente allo stato solido (Sarate et al., 2024).
Il miele è stato da sempre impiegato nel trattamento di diversi tipi di ferite, solo di recente però è stato indagato il meccanismo che spiega la sua attività biologica. L’avvento degli antibiotici mise da parte questo prodotto dell’alveare ma la comparsa della resistenza agli antibiotici da parte di alcuni batteri ha spostato l’attenzione della ricerca verso alternative naturali.
I meccanismi d’azione multifunzionale, tra cui generazione di perossido, diminuzione della formazione di biofilm di resistenza, diminuzione del pH della ferita, inibizione del ciclo cellulare batterico, modulazione della percezione del dolo-re, azione antiossidante e antinfiammatoria, rendono il miele un potenziale candidato per lo sviluppo di formulazioni per la guarigione delle ferite (Naskar et al., 2024). Va ricordato che i mieli medicali usati nelle terapie sono molto di-versi dal miele impiegato per con-sumo.
Quelli per uso medico sono sterilizzati mediante irradiazione gamma, con l’obiettivo di eliminare le spore di Clostridium, e prodotti secondo rigorosi standard di igiene, senza sostanze inquinanti o pesticidi. Conservano comunque una potente attività battericida in vitro contro batteri resistenti agli anti-biotici (Sepankova et al., 2021).
Miele nella cura di ferite
L’invecchiamento della popolazio-ne mondiale ha portato a un au-mento della domanda di tratta-mento delle ferite, soprattutto nel caso di anziani. I prodotti per la cura delle ferite usati di frequente in questi casi includono povidone iodato, prodotti enzimatici, medicazioni assorbenti, medicazioni in base ad argento e medicazioni di miele medicale. Sulla base di un’esaustiva ricerca bibliografica, meta-analisi e pareri di esperti, Chrysostomou et al. (2024) segnalano che le medicazioni con miele medicale sono state identificate come il pro-dotto per la cura delle ferite più potente e completo, rispetto agli altri. Inoltre, il miele medicale è un prodotto ampiamente applicabile, sicuro, facile da usare e conveniente per gestire le ferite negli anziani
Presso la Struttura Organizzativa Dipartimentale Clinica di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva di Ancona (Università Politecnica delle Marche) sono stati trattati con miele medicale, consecutivamente e nell’arco di due anni, 75 pazienti affetti da lesioni cutanee croniche (età media 67 anni).
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Aristide Colonna, Beti Piotto
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al. (2020) descrivono gli ottimi risultati ottenuti in termini di riduzione dei tempi di guarigione delle lesioni trattate, vengono inoltre esposte le caratteristiche chimiche e fisiche del miele medicale che ne spiegano in forma scientifica l’azione svolta.
La tipologia delle lesioni trattate comprendeva: lesioni da pressione, lesioni post chirurgiche, lesioni post traumatiche (abrasioni, ferite a lembo, ferite lacero contuse, necrosi cutanee), ustioni, ulcere venose, ulcere arteriose e ulcere mi-ste. E’ stato verificato che tra tutti i mieli medicali impiegati, il Medical Grade Honey possiede il più alto potere antiinfiammatorio e anti-batterico in quanto è l’unico a contenere defensina-1 e GOX, ovvero l’enzima glucosio ossidasi.
Quest’ultima è particolarmente attiva in quanto genera continuamente perossido di idrogeno in concentrazioni non citotossiche e acido gluconico, potente battericida. Medical Grade Honey fornisce livelli di sicurezza produttiva eleva-ti, che ne consentono l’impiego in adulti, neonati e nel mondo animale.
Cura di ustioni con prodotti a base di miele
Le ustioni rappresentano un grave problema sanitario globale, spesso complicato dalla presenza di batteri come Pseudomonas aeruginosa nelle ferite. Le medicazioni a base di argento sono comunemente impiegate nel trattamento delle ustioni ma possono causare irritazione alla pelle e ritardare i tempi di guarigione. I mieli medicali offrono alternative praticabili. Uno studio condotto da specialisti olandesi, sudafricani, italiani e della Repubblica Ceca, Boekema et al. (2024), ha messo a confronto le proprietà antibatteriche e curative di mieli medicali (ed eventuale citotossicità) e di prodotti a base di argento per la cura delle nelle ustioni.
Nello specifico sono stati considerati L-Mesitran Soft e i suoi singoli componenti [Medihoney (Manuka), Flammazina (sulfadiazina d’argento)] e nitrato d’argento (AgNO3), in un modello ex vivo di ferita da ustione umana. Sono stati valutati i parametri di sopravvivenza batterica e di guarigione delle ferite, tra cui la riepitelizzazione e la proliferazione dei cheratinociti.
L-Mesitran, Flammazina e nitrato d’argento hanno ridotto il numero di P. aeruginosa. L-Mesitran Soft ha mostrato un effetto antimicrobico significativamente più forte rispetto a Medihoney. I singoli componenti di L-Mesitran hanno contribuito in modo significativo alla sua efficacia antibatterica, suggerendo così l’esistenza di attività sinergiche. Inoltre, L-Mesitran, Flammazina e nitrato d’argento hanno leggermente inibito la riepitelizzazione mentre il trattamento con Medihoney ha comportato una completa mancanza di riepitelizzazione e proliferazione dei cheratinociti.
Nel complesso, L-Mesitran Soft ha avuto effetti simili a quelli dei prodotti a base di argento sulla carica batterica e sulla rigenerazione epidermica, ma ha mostrato un’attività superiore rispetto a Medihoney. Ne consegue che i mieli medicali, testati per la loro efficienza, potrebbero essere utilizzati come alternativa valida alle medicazioni a base di argento per le ustioni infette da P. aeruginosa.
Miele per ferite e ulcere causate dal diabete
Grazie alle potenti attività antibatteriche del miele, nell’ambito delle cure delle ferite cutanee è da segnale uno studio fatto da ricerca-tori portoghesi in relazione alle ulcere del piede diabetico (UPD) (Bezerra et al., 2023). Nonostante i significativi progressi nel trattamento del diabete, la gestione delle UPD è ancora una sfida per la salute pubblica (Figura1).
I microrganismi multiresistenti sono la maggiore preoccupazione in quanto portano ad un aumento delle amputazioni degli arti inferiori
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Figura 1 Ulcera del piede diabetico (foto Milorad Dimic MD, Nis, Serbia in Wikimedia Commons)
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ri. Il miele ha dimostrato di essere un’opzione terapeutica efficace ed economicamente vantaggiosa per la gestione delle UPD, principalmente grazie al suo potenziale antiossidante, antinfiammatorio e antibatterico, anche contro diversi ceppi batterici resistenti agli antibiotici. Studi in vitro hanno mostrato l’efficacia antimicrobica del miele contro batteri multi resistenti e ricerche in vivo condotte su modelli animali diabetici hanno provato una guarigione accelerata delle ferite e un controllo delle infezioni negli animali trattati con medicazioni al miele. La maggior parte degli studi clinici condotti sugli esseri umani hanno riscontrato tassi di guarigione accelerata delle UPD e di controllo delle infezioni, con tassi di ospedalizzazione e amputazione ridotti. Gli autori lamentano il fatto che siano pochi gli studi sperimentali riguardanti questa specificità terapeutica del miele.
In modo simile, in Nigeria sono state studiate diverse provenienze di miele per lo studio della loro azione sulle ferite e ulcere causate dal diabete (Obakpororo Ejiro Ag-bagwa et al., 2022). In questo caso sono stati usati ratti Wistar. I risultati ottenuti indicano che il miele è un’alternativa efficace per il trattamento delle infezioni delle ferite e possiede le qualità necessarie per essere considerato una cura standard per il trattamento delle ferite diabetiche. L’aggiunta di estratto vegetale di moringa (Moringa oleifera) al miele, in uno dei trattamenti a confronto, ha migliorato notevolmente i risultati. Va ricordato che la specie Moringa oleifera (Figura 2), originaria di zone sub-tropicali, è apprezzata per le sue proprietà benefiche e la sua versatilità in campo alimentare, medicinale e cosmetico.
Non solo in superficie
Un gruppo di ricercatori olandesi e belgi, Pleeging et al. (2022), hanno messo in evidenza come le applicazioni terapeutiche del miele vanno oltre la cura topica delle ferite cutanee grazie alle sue potenti attività antibatteriche.
Segnalano, infatti, vie non convenzionali di applicazione del miele che comprendono la somministrazione sottocutanea, intraalveolare, addominale e orale in chirurgia post colon, mucosite(1) ed estrazione dentale.
Il miele dimostra costantemente attività terapeutiche benefiche in queste nuove applicazioni, tramite un efficace attività antimicrobica e profilattica, la riduzione dell’infiammazione e della deiscenza della ferita, l’induzione della guarigione e dell’epitelizzazione.
Esistono variazioni nelle risposte ottenute tra le diverse origini del miele.
Prodotti a base di miele disponibili per la cura avanzata delle ferite
Un gruppo di ricercatori britannici, turchi e di Singapore affermano (Mieles et al., 2022) che gli usi commerciali e terapeutici del miele e il suo impiego sperimentale nelle tecniche di ingegneria dei tessuti sono in continua crescita. Attualmente, nanofibre elettrofilate, idrogel (figura 3) e criogel, schiume
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Figura 2 Moringa oleifera, specie arborea originaria di zone subtropicali è apprezzata per le sue proprietà campo medicinale (foto Vinayaraj in Wikimedia Commons)
Figura 3 Idrogel DracoHydro Hydrogel-Wundauflage impiegato per veicolare sostanze terapeutiche (in Wikimedia Commons)
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me, pellicole, polveri, cementi e bioinchiostri sono stati utilizzati per fabbricare vettori a base di miele che migliorano la consegna di composti al punto della ferita, massimizzandone l’efficacia.
Studiosi portoghesi e spagnoli (Sepankova et al., 2021) hanno fat-to una ricerca sul ruolo del miele nella cura avanzata delle ferite. In un lavoro molto esteso ma accessi-bile in rete (vedi link in alto) hanno fornito informazioni su:
- Mieli medicali, gel e unguenti a base di miele per la guarigione delle ferite disponibili in com-mercio (figura 4)
- Esempi di medicazioni per feri-te a base di idrogel di miele, metodi di formazione, modelli valutati e principali risultati.
- Esempi di nanofibre elettrofila-te (vettori) di miele, metodi di ottenimento e risultati principa-li.
Figura 4 Gel e unguenti a base di miele per la guarigione delle ferite sono disponibili in commercio in molti Paesi (https://www.basefarma.it/l-mesitran-soft-50g)
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8398244/
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Bibliografia
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Obakpororo Ejiro Agbagwa, Chimezie Ekeke, Preziosa Chidinma Israele, 2022. Antibacterial Efficacy and Healing Potential of Honey from Different Zones in Nigeria on Diabetic-Induced Wound Infection in Wistar Rats International Journal of Microbiology https://doi.org/10.1155/2022/5308435
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